(Italiano) Transizione 4.0: credito d’imposta e distributori automatici – FRIDAY COFFEE – 31 luglio

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Come trasformare le vending machine in oggetti connessi sfruttando le agevolazioni sul credito d’imposta a supporto dello sviluppo e dell’innovazione per l’industria 4.0

Friday Coffee: cosa sono?

Si è concluso venerdì 31 luglio il primo ciclo di incontri “Friday Coffee” organizzati da MatiPay.

Nel terzo incontro Giovanna Voltolina, General Manager di MatiPay, Francesco Liuzzi, Operations Manager, e Ilaria Chiarulli, Product Manager, hanno condiviso come il piano Transizione 4.0 può offrire benefici economici all’operatore vending.

Giovanna Voltolina ha dato il via all’incontro condividendo quali sono i reali benefici per l’operatore vending, ovvero:
1. Il costo della digitalizzazione della Vending Machine viene coperto interamente dal credito d’imposta generato già alla fine del primo anno;
2. Il modulo di pagamento MatiPay e l’APP consumer tramite STARS, e grazie alla possibilità di implementare promozioni, sugli utenti aprono a nuove opportunità commerciali per aumentare le vendite alla Vending Machine;
3. Una volta a bordo Matipay modulo di telemetria lavora con l’operatore vending per aumentare l’efficienza degli interventi tecnici e il refill dei distributori automatici.

I punti salienti dell’incontro del 31 luglio

Il piano nazionale a supporto delle imprese ha operato una ridefinizione della disciplina degli incentivi fiscali al fine di consentire un investimento in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati, in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e altre attività innovative.

La trasformazione del super ammortamento per l’acquisto di beni materiali in credito d’imposta supporta, quindi, le aziende nei processi di digitalizzazione e di trasformazione legati all’industria 4.0.

L’installazione della soluzione MatiPay offre la possibilità di accedere a queste importanti agevolazioni in quanto trasforma i distributori automatici, anche quelli meno moderni, in oggetti connessi.

Integrando le tecnologie avanzate di telemetria, controllo a distanza, comunicazione wireless e cloud computing in un’unica architettura, MatiPay trasforma qualsiasi distributore automatico in un oggetto collegato, grazie a un modulo elettronico, progettato per essere plug-and-play.

La tecnologia MatiPay si installa in pochi minuti a bordo di qualsiasi tipo di distributore automatico.

La soluzione MatiPay ha il vantaggio di essere già integrata con la maggior parte degli ERP (enterprise resource planning) presenti sul mercato consentendo agli operatori vending di disporre di un unico flusso di informazioni relative all’attività dell’azienda (vendite, acquisti, gestione del magazzino, contabilità, ecc).

Le circolari emesse dal Ministero dello Sviluppo Economico hanno definito che i distributori automatici sono considerati “negozi automatici” proprio perché sono in grado di prestare autonomamente e automaticamente la vendita dei prodotti finiti.

L’installazione del sistema MatiPay, con la telemetria integrata potenzia le vending machine rendendole dei magazzini automatizzati interconnessi così come indicato nella circolare emessa dal MISE nel mese di maggio 2018 (Circolare 23 maggio 2018, n. 177355).

Su questo aspetto, riprendendo quanto viene riportato sulla circolare:

“…si ritiene opportuno richiamare l’attenzione sul fatto che per soddisfare in particolare il requisito dell’interconnessione i distributori automatici in questione devono essere in grado di scambiare informazioni in maniera bidirezionale: in ingresso – ricevendo da remoto istruzioni/indicazioni quali, ad esempio, la modifica dei dati e dei parametri di configurazione della macchina e/o la variazione del listino prezzi dei prodotti – e in uscita – comunicando informazioni quali, ad esempio, stato componenti della macchina, contabilità, quantità prodotti o altre informazioni di natura logistica e diagnostica”.

Il cambio del listino prezzi da remoto, la gestione degli aggiornamenti software, il controllo degli allarmi e la diagnostica da remoto sono parte integrante della soluzione offerta da MatiPay grazie al modulo hardware di telemetria.

Un aspetto importante da sottolineare è che dotarsi del solo ERP non è sufficiente per beneficiare del credito d’imposta.

È necessario che i distributori stessi siano interconnessi attraverso un sistema di telemetria.

Tutte queste attività rendono digitali e connesse le tue vending machine offrendoti, numerose possibilità, ovvero:
• Ottimizzazione dei processi di diagnostica;
• Controllo allarmi da remoto;
• Cambio prezzi a distanza.

Opportunità della Telemetria

Durante l’incontro, Francesco Liuzzi ha mostrato come il modulo di telemetria e la Web App possono essere la soluzione perfetta per il controllo degli allarmi da remoto e come intervenire a distanza per il cambio prezzi da remoto.

Oltre a tutto questo, potrai iniziare una comunicazione diretta con i tuoi clienti finali ingaggiandoli sempre di più con esperienze personalizzate offrendo sconti e promozioni su misura anche grazie al programma loyalty dedicato.

Scrivici per conoscere le altre applicazioni della telemetria nel vending

Le domande del Friday Coffee

Come funziona l’investimento in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati?

L’investimento in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n.232) riconosce un credito d’imposto nella misura del:

40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

TipologiaLeggeCredito d’imposta, %Importo di investimento max
Beni materialiallegato A alla legge n. 232/201640%€2,5 mln
10%> €2,5 mln

< €10 mln

Beni immateriali connessi ai beni materialiallegato B alla legge n. 232/2016)15%€700 mila
Beni diversiarticolo 110, comma 1, lettera b), del Tuir6%€2 mln

Fonte: Tabella Investimento – Ministero dello Sviluppo Economico – Transizione 4.0 – Maggio 2020

Dalla documentazione pubblicata sul sito del MISE si evince che i macchinari devono essere dotati di tutte le seguenti caratteristiche:
• controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);
• interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;
• integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
• interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive;
• rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Inoltre, devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:
sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
• caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

Con l’aumento del numero di vending machine che vengono digitalizzate il beneficio fiscale si incrementa generando un credito d’imposta superiore rispetto al costo stesso del prodotto.

Il vantaggio che deriva dal credito d’imposta può essere impiegato in altre forme di investimento a supporto della crescita del business, ad esempio rinnovare i distributori più obsoleti a favore di distributori touch oppure acquistare dei nuovi furgoni per gli operatori oppure integrare evoluzioni sul sistema gestionale in uso.

Anno 2020​Importo​
Costo Vending Machine ​500.000 €
Sistema di pagamento (gettoniera) ​38.000 €
Hardware MatiPay ​30.000 €
Totale costo investimento lordo568.000 €
 Credito d’imposta beni materiali​40%
Aliquota IRES + IRAP*28,82%
Beneficio credito imposta227.200 €
Beneficio deduzione ammort.163.698 €
Investimento netto177.102 €
*Variabile, nel calcolo considerata aliquota Puglia

Disclaimer: I valori indicati sono solo a titolo esplicativo e possono non corrispondere al prezzo d’acquisto

 

Anno compensazioneImporto
202045.440 €
202145.440 €
202245.440 €
202345.440 €
202445.440 €

Come funziona per gli investimenti in beni strumentali immateriali?

Anche gli investimenti in beni strumentali immateriali concorrono all’ottenimento del credito d’imposta nella misura del:

15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

Per investimenti in altri beni strumentali materiali, diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:
6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Tutto questo è riportato anche nella circolare pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il bonus sarà fruibile in compensazione in 5 anni a partire da gennaio dell’anno successivo, rispetto all’anno in cui i beni sono entrati in funzione o è avvenuta l’interconnessione.

Come accedere alle agevolazioni?

Per accedere all’agevolazione è necessaria la produzione da parte del soggetto beneficiario, di una autodichiarazione del rappresentante legale che certifichi l’avvenuta connessione in rete della macchina. Questo documento deve essere prodotto dal soggetto beneficiario entro il periodo di imposta in cui la macchina entra in funzione.

Nel caso la macchina venga installata e non connessa in rete, il documento dovrà essere prodotto entro il periodo di imposta in cui il bene verrà interconnesso al sistema aziendale. In quest’ultimo caso, l’agevolazione sarà fruibile solo a decorrere dal periodo di imposta in cui si realizza il requisito dell’interconnessione.

La normativa:
1. impone di conservare la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili;
2. introduce l’obbligo di indicare nelle fatture d’acquisto e negli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati il riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194 dell’art.1 della legge di bilancio;
3. stabilisce che le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B annessi alla legge n. 232 del 2016 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura per i beni di costo unitario di acquisizione superiore a 300.000 euro;
4. ai soli fini informativi, è necessario effettuare una comunicazione degli investimenti al MISE successivamente alla chiusura del periodo di imposta di competenza.

Come fruire del credito d’imposta?

La fruizione può avvenire a decorrere:

• dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, per gli investimenti in beni diversi da quelli “Industria 4.0”;
• dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, per gli investimenti in beni “Industria 4.0”.

Il credito di imposta trova applicazione negli investimenti:

• effettuati dal 1.1.2020 al 31.12.2020
prenotati al 31.12.2020 (con ordine accettato dal fornitore e pagamento di acconti pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione del bene) ed effettuati entro il 30.06.2020.

Chi può usufruire delle agevolazioni inerenti al credito d’imposta?

Così come riportato dalle indicazioni fornite dal Ministero dello Sviluppo Economico possono usufruire dalle agevolazioni per il credito d’imposta:
Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
• Il credito d’imposta del 6% per gli investimenti in altri beni strumentali materiali è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni.

Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Un’altra opportunità interessante è quella concessa da SACE S.p.A. che per assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia, concede sino al 31 dicembre 2020 garanzie in favore di banche e istituzioni finanziarie nazionali per finanziamenti richiesti da imprese, lavoratori autonomi e professionisti.

Il valore della garanzia varia in funzione del numero dei dipendenti e del volume di fatturato:
1. Per le imprese con non più di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi di euro, la garanzia copre il 90% del finanziamento;
2. per le Imprese con più di 5.000 dipendenti in Italia o valore del fatturato superiore a 1,5 e fino a 5 miliardi di euro, la garanzia copre l’80% del finanziamento;
3. per le Imprese con valore del fatturato superiore a 5 miliardi di euro, la garanzia copre il 70% del finanziamento

Le caratteristiche del finanziamento:
• durata massima di 72 mesi
• periodo di preammortamento massimo di 36 mesi

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